IL CONIGLIETTO SBADATO
Racconto Finalista al PREMIO CITTA' DI EMPOLI e pubblicato dalla IBISKOS-ULIVIERI nel 2006.
IL CONIGLIETTO SBADATO
Pistacchio, un coniglietto nero con i denti aguzzi,affamato, in una sera di pioggia, girovagava, povero essere, alla ricerca di ............... "Ehi! .. Un grosso scassone che molto tempo fa assomigliava ad un camion, si avventura in una pozzanghera facendo sparire Pistacchio sotto un cascata di fango.
"Accidenti agli scassoni che credono di essere Ferrari, anzi accidenti a tutte le macchine, anzi accidenti a tutte le persone che guidano in modo barbaro".
Pistacchio, infreddolito, sporco e affamato, corre a ripararsi sotto un grosso albero. Una luce fortissima quasi lo acceca, un lampo colpisce l'albero centralmente sfiorando un orecchio del povero coniglietto.
"Ma che fai?- gli urla un piccolo ranocchio,- non sai che gli alberi attirano i lampi?- dai vieni con me".
Pistacchio, ancora stordito e tremante, segue barcollando il nuovo compagno in un posto sicuro.
La cantina di un grande castello era la comoda dimora di Verdino, un simpatico ranocchio tutto pepe. La fame di Pistacchio era talmente evidente che lo stomaco brontolava in continuazione.
Sentendo un rumore per lui insolito, Verdino rimane attento in silenzio per capire da dove provenga.
"Ma che razza di rumore è mai questo?" chiede all'amico,
"Beh- balbetta Pistacchio,- è il mio stomaco che urla per la fame".
"Allora seguimi senza fare confusione".
Saltellano, i due amici si dirigono verso la cucina del castello.
"Ecco qui troveremo il cibo".
Sempre saltellando, Verdino si muove con sicurezza mentre Pistacchio ubriacato dalla visione di tanta grazia, dimentica l'avvertimento dell'amico e si tuffa con passione sopra una cesta di verdure dove spuntano belle, sode e appetitose carote.
Tanta è la foga nell'addentare quelle delizie, che il cesto viene sbalzato a terra con notevole rumore. Tanto fracasso attira nella cucina cuochi e camerieri. Pistacchio, impietrito dalla paura, non riesce a muoversi.
Il piccolo Verdino non può fare altro se non urlare all'amico di fuggire.
Scosso dall'urlo , Pistacchio corre in modo goffo sbattendo contro tutto ciò che trova davanti.
Ma haimè corre nella direzione sbagliata e si trova nel bel mezzo di una festa a seminare il caos spiaccicandosi sopra una gigantesca torta che stava per essere divorata da una grossa signora con un ridicolo cappellino che per lo spavento cade pesantemente a terra.
Il povero Verdino arranca incredulo nel vedere il terremoto causato dal suo amico, finchè esausti entrambi non si ritrovano miracolosamente nel giardino del castello.
La pioggia ha lasciato il posto ad un sole luminoso.
Uno splendido arcobaleno appare in tutta la sua bellezza.
Pistacchio e Verdino si avvicinano timidamente ma senza fermarsi quasi attratti da una forza misteriosa che li trasporta dolcemente in un mondo fantastico popolato da minuscole e operose creature chiamate "Gnomi".
A loro aveva chiesto aiuto la mamma di Pistacchio non vedendolo tornare a casa.
Una gioia incontenibile s'impadronisce di madre e figlio nel ritrovarsi, una gioia che contagia oltre Verdino, tutti gli abitanti della foresta che accompagnano a casa i tre ospiti con canti e suoni festosi.
Antonio Manca