LA GIUSTIZIA INGIUSTA

Pubblicato il da poesieantonio

Questa  è una lettera aperta  spedita ai Consiglio Superiore della Magistratura,al Tribunale Civile di Roma, al Ministro della Giustizia, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Camera dei Deputati, al Presidente del Senato ed al Presidente della Repubblica.

La Presidenza della camera ha inviato una e-mail comunicando che il presidente aveva preso visione della lettera.

La sola Presidenza della Repubblica attraverso il suo Segretario Generale ha risposto con lettera dando un prezioso suggerimento,.

Dagli altri neanche un cenno.

 

                                                  LA GIUSTIZIA INGIUSTA

 

Prendo spunto dalla mia vicenda  personale per mettere in risalto quanto farraginosa, vecchia, mal funzionante ed ingiusta sia la macchina della giustizia.

Ho iniziato a lavorare all'età di 14 anni ed ho prestato la mia opera fino a quasi 65 anni ma oer alterne vicende non sono riuscito ad agganciare la Pensione di Anzianità.

A Febbraio dell'anno in corso, compirò 65 anni e quindi maturerò il diritto che mi consente di usufruire della Pensione di Vechiaia, ma in ottemperanza a quanto stabilito dall'ultimo Decreto relativo alle pensioni,dovrò aspettare Marzo 2012 per icassare l'esiguo assegno.

A Luglio 2010 mi sono dimesso per "Giusta Causa" in considerazione del fatto che da Dicembre 2009 l'Azienda per la quale prestavo la mia opera, non mi versava più le retribuzioni.

Dagli inizi di Febbraio 2010 agli inizi di Luglio dello stesso anno, problemi seri alla colonna, mi hanno impedito di lavorare e sono entrato nel circuito dellAssistenza Malattie dell'I.N.P.S., che però liquida le spettanze economiche del lavoratore attraverso il datore di lavoro che sarebbe obbligato a versarle al dipendente.

Ma ciò nel mio caso non avviene come non avviene il rimborso del Mod. 730 che anchesso passa per le mani del datore di lavoro.

Essendomi dimesso è mio diritto entrare in possesso del TFR di circa 19 anni di lavoro che per legge deve essere a disposizione del lavoratore nel momento in cui cessa il rapporto di lavoro (salvi i tempi imposti dalle norme vigenti).

Ovviamente non si ha notizia del mio TFR e nessuno della controparte si presenta ai vari tentativi di Conciliazione presso l'Ispettorato del Lavoro; sono quindi costretto, attraverso il mio Avvocato di fiducia, a rivolgermi al Giudice del Lavoro che fissa la prima udienza ad Ottobre 2011!

Gran parte dei miei crediti, si riferiscono a Stipendi Arretrati, al Mod. 730 ed al TFR di cui è facile verificare l'omesso versamento.

Considerando che non posseggo  una casa di proprietà e neanche una popolare, tenendo conto che mia moglie ha una invalidità riconosciuta attraverso gravi patologie, non riesco neanche ad immaginare una soluzione al problema dell'alloggio.

Risparmio alle Signorie vostre un ulteriore elenco di problemi che affliggono la mia persona e l'intera famiglia, ma vorrei fare una riflessione ed invitare anche voi a farla: aspettando i tempi della giustizia e l'agognata misera ma essenziale pensione, di cosa vivo?

Si fa un gran parlare della giustizia e della sua necessaria riforma , ma le proposte della destra vengono boicottate dalla sinistra e viceversa, senza che questa situazione riesca a partorire neanche il classico "topolino", senza che si riescano ad evitare personalismi o giochi di parte che servono solo a congelare una situazione drammatica.

Non voglio, non posso, non devo credere che tra il popolo italiano così ricco di storia, di cultura, di arte, di scienza e di fantasia, non esistano persone che sappiano mettere nel ripostiglio i propri credo di parte e possano dialogare anche con chi si trova sul fronte politico opposto, per trovare una sintesi che ci consenta di avere una giustizia di cui essere fieri.

Non posso credere che non esista una soluzione che ci porti ad avere una giustizia illuminata che non penalizzi una parte consistente della popolazione, che ci porti ad evitare la continua emorragia di denaro senza che si abbiano risultati apprezzabili, che consenta a che delinque di avere la giusta punizione e che la pena inflitta sia veramente scontata.

Mi riesce difficile credere che non si possa consentire a chi

ha lavorato una vita intera di entrare in possesso delle sue spettanze senza che passino tempi biblici.

 

 

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