LA SCUOLA DEI PICCOLI DIAVOLI
Questo racconto è stato selezionato e pubblicato nel 2008 dalla Ibiskos-Ulivieri nell'Antologia "MicioAmico e gli altri Animali". Ouverture di Cristiano Mazzanti
LA SCUOLA DEI PICCOLI DIAVOLI
La scuola dei piccoli diavoli, era frequentata da ogni tipo di animale.
Il Maestro, era un vecchio gufo con gli occhiali tanto spessi da farlo camminare curvo per il peso,apparentemente severo ma con una infinita bontà d'animo.
La classe era composta da una tartaruga, un castoro, un picchio, una marmotta, una rana, un camaleonte ed una puzzola che nonostante fosse seduta all'ultimo posto vicino alla finestra, emanava un odore non certo gradevole.
L'ultimo ospite della scuola, era un coniglietto con la testa sempre tra le nuvole e per questo veniva chiamato "il coniglietto sbadato".
Questo tipetto era tornato da un'avventura non molto piacevole ma per fortuna conclusa felicemente grazie all'aiuto di piccoli esseri che abitavano la foresta.
Il compito del povero maestro, non era affatto semplice.
Mantenere l'ordine ,insegnare le regole generali di buon comportamento nella vita, la cultura del sapere, la curiosità nell'apprendere e nel conoscere sono cose che richiedono un impegno davvero notevole.
Il compito del gufo diventa ancora più complicato quando la giovane marmotta, stanca di star seduta sul banco,decide di fare un giro nell'aula.
Il suo goffo camminare e l'atteggiamento fastidioso verso gli altri, scatena una confusione generale.
Il picchio che ha ormai bucato tutti i banchi,si dirige con sicurezza verso la cattedra per sforacchiarla, ma il pronto intervento del maestro, lo invita a più miti consigli.
La puzzola, vista la confusione generale, si dimentica che ha l'ordine di non muoversi per nessuna ragione dal suo posto e inizia a girovagare.
La passeggiata della puzzola, scatena un caos incredibile e un fuggi fuggi generale.
Richiamata energicamete dal maestro, la puzzola ritorna mugugnando al suo posto e tutto torna alla normalità per qualche minuto, finchè il bidello, un vecchio scimmiotto grassottello, non suona la campanella per la fine della lezione.
Finita la scuola, ognuno torna ala propria casa, ai propri affetti.
Anche il coniglietto, se pure tentato da mille distrazioni, corre di filato a casa.
Qui lo attendono la mamma ed il papà rientrato da poco da un lungo viaggio e quindi assente al momento dell'avventura del piccolo furbacchione.
Vivace come sempre e affamato come mai, spalanca la porticina di casa e urla " eccomi qua", ma nessuno risponde a questa esclamazione.
Preoccupato, il coniglietto sbadato ripete, quasi urlando, "eccomi qua" ma come prima, il silenzio è totale.
Ancora più preoccupato si avvicina alla camera da pranzo, apre la porta con delicatezza ........ e qui, lo accoglie un fitto lancio di festoni, palloncini, coccarde e quanto di più leggero e fantasioso si possa immaginare, il tutto unito a grida di gioia ed entusiasmo.
Era un giorno davvero speciale.
Era il giorno del suo compleanno.
Con le lacrime agli occhi per la gioia e la sorpresa, abbraccia amici, parenti e sconosciuti, che sentito il profumo delle leccornie, si erano intrufolati approfittando della confusione.
Furono ore di gioia, di giochi, spettacoli e divertimenti.
Oltre al compleanno del coniglietto, si festeggiava anche il ritorno del papà dopo un lungo viaggio.
Persino il gufo,il severo maestro, si abbandonò a giochie scherzi impensabili.
Al picchio , per evitare la distruzione della casa, era stato vietato di entrare, ma certo non poteva stare da solo, per questo papà coniglio, aveva organizzato anche una festa all'aperto riservata ai piccoli ospiti che dentro si sentivano sacrificati.
Ma come tutte le cose, anche le più belle finiscono anzi quelle belle sembra che finiscano prima rispetto a quelle brutte.
Quindi stanchi, felici e impiastricciati, tutti gli ospiti tornano alle proprie abitazioni.
Anche il nostro simpatico amico, più stanco, più felice , più impistriccito degli altri, dopo una bella pulitina, viene accompagnato da mamma e papà nel suo lettino, circondato dai tanti regali ricevuti.
Sogni di avventure gioiose lo accompagnano tutta la notte.
Un bagliore luminoso e caldo, filtra dal legno della finestra, sta nascendo l'alba di un nuovo giorno.
Sveglia dice con dolcezza la mamma, ma il coniglietto sta ancora sognandole sue avventure e non ha nessuna voglia di tornare alla realtà.
La mamma deve scuoterlo con vigore per rapirlo dal mondo dei sogni e convincerlo ad alzarsi.
Una rinfrescatina, una veloce colazione e di corsa ad ffrontare l'ultimo giorno di scuola.
L'appello è stato già fatto quando il coniglietto si presenta in classe ma il maestro non lo sgrida neanche e continua a leggere una favoletta appena iniziata.
" La Contessa Bombona" accomodata su di una super sedia gigante appositamente costruita per reggere i suoi182 chili, si strafogava di dolci che amava definire " un piccolo spuntino" prima del pranzo composto da 16 portate.
Iniziando con 4 antipasti e passando per 5 primi,si arriva alle carni e al pesce per finire con una torta gigantesca che fa il suo ingresso in sala da pranzo su di un carretto trainato da un vecchio, forte e dispettoso asino.
Appena arrivato davanti alla contessa, l'animale prese a ragliare e a scuotere pericolosamente la groppa, poi mosse bruschi passi avanti e indietro facendo oscillare oericolosamente la gigantesca torta.
Vi lascio immaginare il panico e l'allarme che assalì i partecipanti al banchetto preoccupati non troppo di vedersi imbrattare i già unti e costosi abiti da sera ma quanto per il rischio di vedere tutto quel ben di Dio spiaccicato per terra.
Ma nonostante i vigorosi sforzi del cameriereper tentare di fermarlo, l'asino continuò il suo spettacolo con molto impegno.
I movimenti e le oscillazioni aumentavano sempre più fin quando una mela che era posta sulla sommità della torta, volò verso il naso rubicondo della contessa.
La povera Bombona urlava disperata e urlavano i suoi ospiti che si vedevano piovere addosso tuttigli ingredienti che componevano la splendida torta.
"Qualcuno deve pagare quest'affronto", gridarono tutti!
Ma nelle urla generali, il ragliare felice del vecchio asino, sovrastava tutto e tutti: che disastro che aveva combinato!
Lo sguardo furbo era apparentemente preoccupato.
Ma che gioia nel vedere ferite tante persone che si curavano solo di se stesse calpestando e umiliando chi non riesce a soddisfare neanche le più vitali necessità.
Con quanto avevano ingurgitato e con quello che avevano sprecato, tanta gente non avrebbe sofferto la fame.
Nel disastro generale nessuno si accorse che il nostro "eroe", girato il carretto, si era avviato con aria molto soddisfatta verso l'uscita.
Il maestro chiuse il libro e commentò "ehi piccoli, è solo una favola, ma sapeste quanta verità c'è spesso nelle favole.
Ai piccoli diavoletti piacque molto la favoletta e quindi scoppiò in aula una gioiosa confusione.
Confusione che si tramutò in in urla incontenibili all'annuncio del maestro che decretava la fine della scuola e l'inizio della vacanze.
Fuori la scuola festeggiavano rumorosamente anche i genitori venuti a prendere i piccoli diavoletti.
Con la fine della scuola finisce anche questa piccola storiella che spero proprio non vi abbia annoiato.