LE CARCERI D'ITALIA

Pubblicato il da poesieantonio

  • LE CARCERI D'ITALIA‏

 29/09/2012
A lettere@ilmessaggero.it
Gentile redazione, ho letto con interesse l'articolo di Massimo Martinelli del 28 Settembre e mi chiedo quale può essere la barriera "insuperabile" che ci divide dai paesi civili. Si perchè le soluzioni alla crisi carceraria proposte dal nostro acuto giornalista sono di una semplicità disarmante. In Francia e in Inghilterra hanno ridotto il rischio di recidiva facendo lavorare (magari all'esterno) i carcerati. La popolazione carceraria, è composta da 66.384 persone mentre le prigioni potrebbero ospitarne 43.000, considerando che 24 mila sono stranieri in maggioranza nettissima extracomunitari, se si rispedissero a casa loro avremmo risolto il problema del sovraffollamento. In più si parla da tempo di un provvedimento che è fermo in parlamento e consentirebbe una riduzione di pena a chi è condannato a meno di 3 anni e dimostri CONCRETAMENTE segni di ravvedimento e quindi la possibilità di reinserirsi nella società senza ricadute. A meno di 3 anni sono condannate 23.372 persone, tra queste ci sarà pure chi si è ravveduto. Io mal digerisco amnistie ed indulti e rimango schifato quando leggo: è stato arrestato Tizio, già processato, condannato ed inquisito decine di volte ed il tribunale lo ha rimesso in libertà. Rimango schifato quando per ottenere giustizia bisogna aspettare tempi assurdi con il rischio concreto che tutto si prescriva e si rimanga, nella migliore delle ipotesi, con un pugno di mosche. Ma rimango ancora più schifato da questa inerzia che non consente di superare i problemi anche quando le soluzioni sono relativamente semplici.
   Un saluto da Antonio Manca che vi scrive da Roma
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