LETTERA APERTA AL SINDACO DI ROMA ED AL PRESIDENTE DEL XV MUNICIPIO
Questa lettera è stata inviata al Sindaco Alemanno e per conoscenza al Presidente del XV Municipio Paris in occasione della ventilata ipotesi (per fortuna poi ritirata) di annullare il "Premio Fabrizio De Andrè del 2010 per mancanza di fondi.
Fortunatamente il buon senso ha poi prevalso e seppure diminuendo il finanziamento, il Premio ha avuto il suo regolare svolgimento.
Caro Sindaco, non mi sorprende la sua contrarietà verso l'effimero, verso qualcosa cioè che non dura nel tempo, che non incide,che non ha nulla di concreto.
Ciò che mi sorprende, conoscendo la sua più volte affermata sensibilità verso le periferie della città, è il disinteresse mostrato nell'assistere alla cancellazione di manifestazioni che rivestono notevole importanza per una grossa fetta della cittadinanza.
Prendo in considerazione in modo specifico, l'abolizione del Premio Fabrizio De Andrè che si svolge da anni nella piazza omonima alla Magliana e che dagli inizi del 2000 rappresenta un momento di vitalità culturalee partecipazione popolare.
Fin'ora il Municipio si è sobbarcato il costo della manifestazione, ora sembra che a causa della chiusura della borsa da parte del Comune, il Presidente Paris è costretto a privare la Magliana di uno dei rari momenti positivi vissuti nel quartiere.
Non credo sia giusto penalizzare le periferie ed in particolare la Magliana dove abbondano i Supermercati ma è inesistente tutto ciò che conduce alle attività culturali, alle aggregazioni, agli spazi per bambini, giovani e anziani.
Non credo sia giusto privare il popolo della Magliana di questa straordinaria ed amata manifestazione che vede autori, cantanti, musicisti e poeti confrontarsi e cimentarsi con passione nel cuore del quartiere.
In politica siamo abituati a a veder palleggiare le responsabilità, difficilmente c'imbattiamo in uno spirito collaborativo che consenta di risolvere i problemi.
Davvero non c'era uno spreco reale da tagliare in modo da consentire lo svolgimento di questo evento culturale?